INDICAZIONI PER L’EFFETTUAZIONE DI CORSI BLSD DEDICATI A SOCCORRITORI PROFESSIONALI E LAICI

Salvare una vità è sempre la priorità

Come ben noto , nonostante l’attuale pandemia Covid-19 (con il relativo rischio di diffusione virale, contagio interumano, morbilità e mortalità) la probabilità di arresto cardiorespiratorio legato alla comune patologia cardiovascolare non è mutato.

Le malattie cardiovascolari ancora oggi generano il 35% di tutti i decessi nel nostro Paese: la stima annuale delle morti per arresto cardiorespiratorio acuto varia tra i 60 ed i 70.000 casi / anno.

Occorre aggiungere che numerose osservazioni epidemiologiche segnalano un aumento dei casi di infarto miocardico severo, che non beneficia della tempestività delle terapie acute (coronaroplastica, stenting coronarico o bypass) a causa del ritardo nell’accesso in ospedale ai primi sintomi per il timore, pur comprensibile, legato alla pandemia.

In questo contesto è doveroso sottolineare come la presenza sul territorio di soccorritori di prossimità, sia professionali che “laici” possa garantire un efficace, insostituibile primo approccio in grado di poter salvare una vita.

Di fronte ad un caso di arresto cardiorespiratorio è indispensabile effettuare tempestivamente il BLSD , cioè le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE).

I corsi di formazione al BLSD possono essere solo in parte effettuati mediante tecniche “a distanza”  (lezioni online) . La fase pratica di apprendimento su simulatori (manichini) è infatti irrinunciabile : solo questo training “in presenza” può infatti garantire che l’allievo sia in grado di assimilare e riprodurre manovre corrette che garantiscano poi , nella realtà, un BLSD efficiente ed efficace per il recupero di una vittima.

Ciò è stato recentemente ribadito e sottolineato da parte del Ministero della Salute  (Circolare integrativa 07-01-2021 “Indicazioni emergenziali per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle operazioni di primo soccorso e per la formazione in sicurezza dei soccorritori – Integrazione” )

Naturalmente  durante lo svolgimento delle fasi pratiche dei corsi BLSD ogni attenzione deve essere messa in atto per evitare la possibilità di contatti e di contagio virale, seguendo le procedure che a partire dal 5-6-2020 lo stesso Ministero della Salute , anche con la nostra collaborazione ha diffuso e pubblicato. La Società Nazionale di Salvamento  a sua volta ha più volte ribadito e sottolineato questi criteri applicativi, come si evince dalle indicazioni contenute nei nostri documenti ufficiali ( cfr. “Emergenza covid-19: indicazioni operative per i bagnini di salvataggio, 1-7-2020” e  “Procedure anti Covid19 in virtù del DPCM 07/09/2020- Indicazioni didattiche SNS per l’insegnamento del BLSD in ambito scolastico, 18-9-2020” ).

Siamo quindi in disaccordo con l’iniziativa di alcune Regioni indirizzata ad abolire i corsi BLSD per personale non sanitario, nell’ipotesi di una possibile interferenza con la diffusione virale

Poiché mai come in questa situazione di emergenza sanitaria nazionale occorre preparare adeguatamente ed utilizzare sul campo ogni risorsa utile per la salvaguardia della vita.

Al di là del dramma legato alla Covid 19 non devono essere dimenticate le potenziali vittime di patologie comuni, acute ed altrettanto drammatiche:  per queste persone la presenza di un soccorritore competente sarà, come è sempre accaduto, la più concreta speranza di vita.

GM / AR